Panoramica stagione
25 settimane di dati. La media racconta una storia tranquilla; la varianza racconta quella vera.
La salita verso gli obiettivi
Ogni performance tradotta in VDOT (l'indice di Daniels), così 5k, 10k, mezza e maratona stanno sulla stessa scala. La barra piena è il tuo soffitto attuale di forma; le bandierine sono i traguardi.
Scala di forma · VDOT
più a destra = più veloceVolume settimanale
Chilometri di corsa per settimana (escluse camminate ed escursioni). Il problema non è quanto corri in media, ma i picchi che non lasciano spazio al recupero.
Chilometri / settimana
Linea tratteggiata = media del periodo. I picchi rosa sono settimane con gara.
Andature dei facili
Distribuzione dei km dei giorni "facili/lunghi" per fascia di passo. Il bersaglio per il facile è 5:15–5:35/km: tutto ciò che sta sotto 4:30 su un giorno facile è corsa a ritmo medio travestita da lento.
Km dei facili per fascia di passo
Dove finiscono i chilometri
Ripartizione dei km di corsa per tipo di lavoro. Cerca la fetta della qualità strutturata: ripetute, soglia, medio, ritmo gara. È il "centro" che ti manca.
Quasi tutta la tua corsa veloce è o ripetute brevi (400/1000 in Z6) o le gare stesse. Tra il lento e il VO2 c'è il vuoto — ed è esattamente il ritmo che ti serve per non scoppiare in maratona.
Gare & VDOT
Le 7 gare del 2026 sulla scala VDOT (tempo di movimento). Il dato che conta: il salto dalla forma da mezza a quella da maratona.
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La mezza di Lecco
VDOT 56,2 a 3:55/km è la tua miglior prestazione 2026 e dice chi sei oggi: un mezzofondista‑prolungato con motore aerobico forte. Tutto il resto del piano parte da qui, non dal 2:50 di PB del passato.
Le imprese eroiche
Sforzi fuori scala: maratone, ultra, grandi dislivelli. La diagnosi parlava di "un'impresa al mese". I dati dicono di più.
Il 25 aprile: 48 km e 2.069 m D+ in ~7h, una settimana dopo la 10k di Milano. Ogni impresa è bellissima e ognuna costa due settimane di gambe spente. Non è il volume a frenarti: è non recuperare mai.
Sensazioni: corrette o sbagliate?
Le tue note Strava contro i dati. Cosa ti dice giusto l'istinto, e cosa ti sta mentendo.
"I keniani vanno a 6'/km"
Quando scrivi questo e rallenti davvero, fai la cosa giusta: il 51% dei tuoi km facili è sopra i 5:00. Quel giorno il motore aerobico cresce. Il problema è che non è la regola.
"31k, scoppiato al 23°"
Volevi tenere 3:55/km per 30 km. Ma a quel ritmo non ti alleni quasi mai (qualità = 4,6% dei km). Non sei scoppiato per sfortuna: hai chiesto alle gambe un ritmo che non conoscono.
"Le gambe ci sono, spingo"
È la frase che precede ogni impresa fuori programma e ogni scoppio in maratona (fade 4,3 VDOT mezza→maratona). Le gambe "ci sono" perché non le hai ancora spese — non perché sei pronto a spenderle.
"Datteri, morto al 5° km"
Davi la colpa al sonno. In parte vero — ma arrivavi da settimane sopra le 70‑80h di carico senza scarico. La stanchezza era programmata, non casuale.
"In discesa non rischio storte"
Sul Reseg Up l'hai scritto e l'hai fatto. Identico mantra da tenere al Giir di Mont: effort capped, zero rischi in discesa. Qui l'istinto conservativo è oro.
"16:00 è la stella polare"
Onesto coi numeri: 16:00 vale VDOT ~64,6, più duro del sub‑2:40 (~61,5). Oggi sei a ~56. Sub‑17 (VDOT 60) è il gradino di quest'anno; 16:00 è un progetto da 2‑3 stagioni.